Sei mesi alla guida della Repubblica, e per Lorenzo Bugli il ricordo più intenso non arriva dalle stanze dei vertici internazionali, ma dalle aule scolastiche durante il periodo natalizio. Il sorriso dei bambini, la loro dedizione nel preparare accoglienze, lo studio delle Istanze d’Arengo attraverso gli occhi della più giovane generazione: questi momenti hanno rappresentato per il reggente il lato più autentico del mandato, rivelando come San Marino possieda radici forti e un futuro già consapevole di sé.
Passando dalla carica di consigliere alla Reggenza, Bugli ha scoperto una dimensione completamente diversa dell’istituzione. La macchina della Segreteria Istituzionale, con la sua profesionalità discreta ma impeccabile, si è rivelata determinante nel sostenerlo. La competenza del personale di Palazzo, la guida della dott.ssa Crescentini, hanno trasformato la carica in un’esperienza gestibile e consapevole, permettendogli di comprendere che la forza delle istituzioni risiede anche nelle persone che le servono quotidianamente.
La sua giovane età, a soli 31 anni, si è trasformata in valore aggiunto negli incontri internazionali con Papa Francesco, il Presidente Mattarella e altri leader mondiali. La curiosità attorno a come un giovane potesse ricoprire la più alta carica dello Stato ha offerto a Bugli l’occasione di raccontare un modello diverso di partecipazione politica, rappresentando non solo se stesso ma un’intera nazione.
Rivolgendosi ai diciottenni sammarinesi che considerano una candidatura, Bugli sottolinea l’importanza del coraggio e della preparazione. La politica contemporanea necessita di giovani costruttori, liberi e onesti, capaci di affrontare le priorità reali: il costo della vita crescente, l’accesso alla casa, il lavoro dignitoso. Non bastano gli slogan, ma servono politiche concrete, sinergie tra istituzioni e aziende, revisione dei contratti di lavoro affinché i giovani possano vivere e non solo sopravvivere.
Per trattenere i talenti sammarinesi nel Paese, Bugli evidenzia la necessità di coinvolgere davvero le nuove generazioni nei processi decisionali, non meramente a parole. La partecipazione nasce quando ci si sente parte di una comunità che ascolta e valorizza.
Gli incontri con le comunità sammarinesi all’estero hanno mostrato un legame ancora vivo, non nostalgico ma autentico, dove persone lontane dal Titano custodiscono la Repubblica come parte viva della propria identità. Questo sottolinea l’importanza di non dimenticare mai chi rappresenta San Marino nel mondo.
Nel suo ruolo di presidente della SS Murata, Bugli riconosce nel calcio uno strumento educativo che insegna sacrificio, rispetto e appartenenza. Non tutti diventeranno campioni, ma lo sport può trasformare ragazzi in persone migliori.
La Reggenza, istituzione tra le più antiche d’Europa, rappresenta per lui memoria viva e identità. Il cerimoniale non è forma vuota, ma racconto di continuità storica che necessita di essere tradotto in linguaggio comprensibile alle nuove generazioni, renderlo vicino piuttosto che distante.
Chiudendo il suo mandato, Bugli porta con sé gli sguardi, le emozioni vere, la consapevolezza che le istituzioni vivono nelle persone. La certezza che servire il proprio Paese è il privilegio massimo, purché si resti sempre liberi, coraggiosi e autentici.


