San Marino. Serenissima Sera intervista Marco Severini Parte 2

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Marco Severini, direttore di GiornaleSM, replica con fermezza alle accuse di irregolarità normative mosse contro il suo portale. Secondo quanto segnalato in un gruppo Facebook locale, il sito opererebbe fuori dalle leggi sammarinesi, ma Severini smentisce categoricamente, basandosi su un quadro normativo preciso.

La Legge 211/2014 distingue testate giornalistiche online, soggette a iscrizione e direttore abilitato, dalle pubblicazioni come forma di espressione del pensiero, tutelata dall’articolo 26 e da norme superiori come la Dichiarazione dei Diritti del 1974 e la CEDU. GiornaleSM rientra in questa seconda categoria, come stabilito dal decreto di archiviazione del Commissario Morsiani nel 2019 e confermato da successive sentenze, tra cui quella di Valentini n. 28/2023.

Nessun obbligo di registrazione o presenza di giornalisti professionisti: cinque atti giudiziari lo certificano. Riguardo alla Legge 40/2023 sulla trasparenza dei finanziamenti, Severini chiarisce che non si applica a pubblicazioni non professionali e, comunque, GiornaleSM non riceve fondi pubblici né ha azionisti nascosti.

Sul diritto di rettifica, previsto dalla stessa Legge 40/2023, Severini denuncia un caso recente: una replica integrale inviata a un quotidiano è stata pubblicata censurata, violando il divieto di modifiche preventive. Strumenti come segnalazioni all’Autorità Garante, querele e azioni civili restano disponibili per garantire l’integralità.

Il diritto all’informazione include l’accesso agli atti, regolato dalla Legge 160/2011 e dal Regolamento 16/2015, in linea con la giurisprudenza CEDU. Dinieghi devono motivarsi con criteri rigorosi, ma la prassi sammarinese è spesso discrezionale.

Le inchieste su Caso Bulgaro, mascherine, Corigioni e Zafferani attirano contestazioni: querele per diffamazione, SLAPP, ricorsi amministrativi e attacchi mediatici. Severini le affronta citando la CEDU, che protegge il giornalismo investigativo da effetti inibitori, specialmente contro enti pubblici.

Per consolidare il diritto all’informazione a San Marino serve consapevolezza civica: non privilegio giornalistico, ma tutela per i lettori. Attacchi a media indipendenti ledono il pubblico, non solo i singoli. Severini continuerà il suo lavoro, protetto dalla legge e dalla giurisprudenza.

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