La Squadra Mobile di Rimini ha arrestato un killer montenegrino di 30 anni, latitante da anni e appartenente a un’organizzazione criminale internazionale.
L’uomo si nascondeva in un appartamento apparentemente abbandonato a Marebello, frazione di Rimini, intestato a un cittadino russo espatriato.
Dopo mesi di appostamenti, un lieve movimento delle tende ha confermato la sua presenza, nonostante l’immobile sembrasse disabitato.
Ricercato per una serie di omicidi in Austria e Montenegro, era responsabile dell’uccisione di un connazionale a Vienna il 21 dicembre 2021.
Quella sera aveva sparato sette colpi alla testa e al corpo della vittima, uccidendola, e tre colpi a un secondo uomo, ferendolo gravemente.
Su di lui pendeva un mandato d’arresto europeo dall’Austria e una Red Notice Interpol dal Montenegro.
Le accuse includono omicidio aggravato, detenzione illegale di armi ed esplosivi, e partecipazione a un gruppo criminale dedito a pianificare reati gravi.
Nell’associazione, il trentenne curava la ricerca di mezzi, membri e alloggi sicuri.
L’indagine, partita a febbraio, era coordinata dal Servizio Centrale Operativo e dall’unità ENFAST Italia.
Gli investigatori avevano segnalato la possibile presenza del fuggitivo in provincia, descrivendolo come un criminale pericoloso, abile nel camuffamento e nell’alterare i tratti somatici.
Due mesi di osservazione continua, anche notturna, hanno individuato il covo grazie ai consumi elettrici attivi.
Ieri pomeriggio, la Mobile di Rimini, con l’UPGSP e ENFAST Italia, ha fatto irruzione nell’abitazione.
L’uomo è stato trovato in possesso di un passaporto falso e numerosi dispositivi cellulari e informatici, sequestrati per ricostruire la rete criminale.
È stato tradotto in carcere in esecuzione del mandato europeo.


