San Marino, quale attività aprire oggi? Dal gruppo social un termometro tra idee, scetticismo e sfiducia

GiornaleSM
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Nel gruppo Facebook “San Marino Risponde” infuria il dibattito su quale attività avviare oggi in Repubblica. La domanda, apparentemente banale, ha generato decine di idee e un’ondata di scetticismo che riflette lo stato dell’economia locale.

Tra le proposte concrete spuntano spazi per feste infantili, una discoteca lontana dai centri abitati, pizzerie senza glutine in zona bassa, librerie specializzate, negozi per bambini, supermercati low cost e servizi di delivery a prezzi accessibili.

Ma ogni suggerimento incontra obiezioni immediate. “Le nascite sono al minimo storico”, ribattono a chi pensa ai bimbi. “Molte attività simili hanno chiuso: non vi fate domande?”, aggiunge un altro. Il refrain è il bacino d’utenza ristretto: pochi residenti, concorrenza da Rimini e saturazione del mercato.

“San Marino è un paese per vecchi”, tuona qualcuno. Replica un 67enne ex muratore: “Ho spirito e do lavoro ai giovani, ma certi non lavorano se non possono fare ginnastica”. Emerge una frattura generazionale su impegno e aspettative.

Non mancano idee sociali: psicologi, psichiatri, case per anziani, asili nido, mense serali. Qualcuno rilancia mestieri artigianali come idraulici o elettricisti, ma insiste: “Serve volontà, come quando ho iniziato nel ’75 con niente”.

L’ironia abbonda: casinò, sexy shop, case di piacere, fabbriche di droni o missili. Un utente elenca ostacoli: limiti all’e-commerce, Amazon, turismo scarso, spesa fuori confine. “Apri tutto, ma senza mestiere dura tre mesi”.

Il nodo è il mercato: “Anche il più bravo fallisce senza numeri sufficienti”. Il confronto dipinge un Paese diviso tra voglia di innovare e timore di stagnazione. Per partire servono capitale, skills e coraggio.

La discussione resta aperta, ma sottolinea una verità: a San Marino manca fiducia nelle nuove imprese.

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