Le famiglie sammarinesi con figli portatori di disabilità continuano a denunciare un vuoto importante nei servizi pomeridiani di assistenza e supporto educativo. Mentre nelle zone limitrofe, oltre confine, cooperative specializzate operano in stretto coordinamento con i servizi sanitari locali, offrendo laboratori, terapie e percorsi educativi strutturati, nella Repubblica la situazione rimane critica.
Un gruppo di genitori sottolinea come l’assenza di centri diurni dedicati durante le fasce orarie cruciali del pomeriggio, in particolare tra le 13 e le 17, ricada pesantemente sulle spalle delle famiglie. Molti genitori si trovano costretti a sacrificare la propria occupazione lavorativa o a chiedere contratti part-time, richieste che raramente vengono accolte dai datori di lavoro.
I numeri ridotti di San Marino non giustificherebbero, secondo i firmatari della lettera, l’impossibilità di strutturare un servizio stabile ed efficace. L’appello è rivolto alle istituzioni affinché valutino sia la creazione di nuovi centri sul territorio che possibili forme di collaborazione con le realtà già consolidate nei comuni vicini.
Le conseguenze di questa lacuna sono significative: famiglie costrette a rinunciare a opportunità professionali, minori privi di attività educative strutturate durante ore critiche della giornata, e un carico emotivo e organizzativo che continua ad aumentare sulle spalle dei genitori.


