Roberto Sergio, direttore generale di Rai e San Marino RTV, ha descritto la situazione ereditata all’arrivo come “oggettivamente molto complessa”. L’emittente del Titano presentava gravi difficoltà economico-finanziarie, infrastrutture tecnologiche obsolete e una programmazione dominata da repliche di vecchi format italiani.
Da quel momento è partito un profondo processo di trasformazione, racchiuso in un piano industriale triennale presentato sei mesi fa. Tra le priorità, il rafforzamento della riconoscibilità editoriale sul canale 550 e una modernizzazione tecnologica con nuovi studi televisivi, uno studio virtuale e presto il rinnovato studio del telegiornale.
La linea editoriale è stata ripensata per creare una televisione con identità propria, rivolta sia ai sammarinesi che agli italiani. San Marino RTV si propone oggi come canale semigeneralista moderno, focalizzato su produzioni originali, approfondimenti e grandi eventi.
Emblematico il San Marino Song Contest, che con il cammino verso l’Eurovision 2026 a Vienna potrebbe superare i 200 milioni di contatti. Il potenziamento editoriale ha attirato investitori pubblicitari italiani e multinazionali, aumentando ricavi e visibilità globale.
Nel palinsesto spiccano nomi di peso come Dario Fabbri, Paolo Mieli, Corrado Augias, Simona Ventura, Roberto Giacobbo, Giovanni Terzi e Red Ronnie. “San Marino RTV è uno spazio di libertà editoriale e creativa”, ha sottolineato Sergio, attirando sempre più professionisti.
Sul fronte Rai, Sergio ha definito “difficilmente sostenibile” lo stallo sulla presidenza, auspicando responsabilità e dialogo politico. Ha difeso il piano immobiliare, non per coprire debiti ma per evolvere l’azienda in una Digital Media Company con nuovi poli produttivi e riqualificazione delle sedi.
Per il futuro, Sergio conferma il legame con San Marino RTV e la disponibilità a guidare il progetto fino al 2028, completando il piano industriale. “Un percorso che è solo all’inizio”.


