L’associazione Attiva-Mente ha portato in scena un dibattito che la Repubblica di San Marino fatica ancora ad affrontare: il diritto al desiderio, all’affettività e alla sessualità delle persone disabili. Durante l’evento “Oltre i corpi: il diritto di essere, scegliere, desiderare”, organizzato per la Giornata Europea per la Vita Indipendente, è emersa una consapevolezza cruciale. Mentre termini come “assistenza” e “integrazione” dominano il linguaggio istituzionale, manca dal dibattito pubblico la parola più dirompente: desiderio.
La testimonianza di Ingrid Thunem, atleta paralimpica norvegese e attivista internazionale, ha rappresentato uno squarcio su un modello diverso. In Norvegia l’assistente personale è riconosciuto come diritto fondamentale, finanziato dallo Stato e scelto liberamente. Non un costo sociale, ma un investimento che consente autonomia reale e dignità.
A San Marino una svolta culturale è già iniziata con l’approvazione di un’istanza d’Arengo che chiede il riconoscimento formale del diritto all’affettività e alla sessualità per le persone disabili. Tuttavia la strada rimane in salita, specialmente per chi incarna identità multiple: disabile e appartenente alla comunità LGBTQIA+.
La complessità emersa durante l’incontro tocca questioni concrete: educazione sessuale inclusiva nelle scuole, superamento dello stigma, costruzione di spazi dove il corpo diverso possa amare senza vergogna. Perché l’inclusione autentica non può limitarsi al riconoscimento parziale della persona. Deve abbracciare la totalità dell’essere umano: sogni, relazioni, vulnerabilità, diritto profondo di amare ed essere amato.


