Una cittadina bulgara ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione e 600 euro di multa per aver ricattato un imprenditore riminese di 67 anni con video intimi registrati senza consenso. La donna, difesa dall’avvocato Massimiliano Orrù, ha scelto il patteggiamento dinanzi al gup Alessandro Capodimonte, con pena sospesa.
L’indagine della squadra mobile di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, aveva accertato un’estorsione di circa 80mila euro. La vittima avrebbe conosciuto l’imputata su un sito di incontri e, dopo due prestazioni sessuali a pagamento, sarebbe stata sottoposta a pressioni ricattatorie mediante la minaccia di diffondere i filmati alla moglie qualora non avesse proseguito i versamenti.
L’imputata è stata rintracciata in Bulgaria, dove si era rifugiata, e successivamente arrestata. Oltre all’estorsione, le era contestato il reato di revenge porn per aver inviato il video intimo al proprietario dell’immobile dove si erano consumati gli incontri nel novembre 2023.
Nel corso del procedimento, la donna ha versato un risarcimento di 20mila euro alla vittima costituitasi parte civile, tentativo volto a ridimensionare la propria posizione processuale. Il proprietario dell’abitazione, inizialmente coinvolto nell’inchiesta, è stato successivamente scagionato da ogni accusa.
La conclusione del caso tramite patteggiamento ha evitato un dibattimento dibattimentale, chiudendo il fascicolo penale con una soluzione consensuale tra le parti.


