Brusca frenata nell’iter di approvazione dell’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione europea. La notizia è emersa ieri sera su insider.sm e oggi è stata confermata dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri: nella riunione del gruppo EFTA svoltasi ieri pomeriggio, la Bulgaria avrebbe formalizzato una riserva sul dossier. L’atto ha avuto subito due conseguenze. Ha provocato lo slittamento del voto al COREPER II programmato per oggi e ha imposto una nuova scadenza, con il Comitato dei rappresentanti permanenti riconvocato per il 20 maggio.
Sul piano procedurale, una riserva formale in EFTA fa uscire il dossier dal binario dell’approvazione rapida come “punto A” al Consiglio dell’UE. In altre parole, ogni passaggio diventa riapribile e soggetto a ulteriori discussioni politiche. Se la riserva trova conferma, tutto il calendario negoziale si sposta in avanti, con effetti diretti sulle ambizioni della presidenza cipriota, che puntava a chiudere l’Accordo durante il proprio semestre. Ora la finestra per completare la procedura appare molto più ristretta e il file Italia–San Marino–UE torna al centro di nuovi contenziosi tecnici e istituzionali.


