Le opposizioni tornano alla carica sugli ostacoli nel percorso europeo di San Marino, evidenziando un collegamento diretto con la Commissione d’inchiesta politica sul presunto piano parallelo. Repubblica Futura, Rete e DOMANI Motus Liberi puntano il dito contro un Governo che, a loro dire, continua a blindarsi intorno al Segretario Beccari senza chiarire gli obiettivi reali dell’azione di governo.
Nicola Renzi sottolinea un preoccupante distacco dalla realtà internazionale e dalle dinamiche europee. La questione della composizione della Commissione d’inchiesta rimane centrale: secondo Renzi, dietro le schermaglie tra Zonzini e Venturini si nasconde il problema della proporzionalità rispetto alla pariteticità.
Rete argomenta come l’attuale stallo negoziale con Bruxelles affonda le radici in un sottobosco familiare-affaristico legato alla Democrazia Cristiana. Giovanni Zonzini ripercorre l’escalation della vicenda Banca di San Marino: dalla genesi negli ambienti politici tradizionali ai clamorosi arresti, fino alla trasformazione in caso di Stato con il piano parallelo, per approdare infine a un intrico internazionale che mette a rischio i quindici anni di investimento nel processo di integrazione europea.
DOMANI Motus Liberi rinnova la richiesta di dimissioni di Beccari non come provocazione ma come atto di responsabilità verso la credibilità del Paese. Fabio Righi contesta la narrazione secondo cui San Marino sarebbe sotto attacco esterno, sostenendo che i problemi risiedono internamente in una classe politica confusa o, peggio, consapevolmente compromessa.
Cruciale il dubbio sulla tempistica della Commissione: perché rinviarla fino a settembre se le indagini saranno concluse a maggio? Zonzini denuncia l’intento di procrastinare fino al 2027, quando l’opinione pubblica avrà dimenticato e le responsabilità politiche potranno rimanere nell’ombra.


