Assen Christov, imprenditore bulgaro coinvolto nell’acquisizione della Banca di San Marino da parte di ECF nel 2025, ha diffuso una lettera aperta indirizzata a Luca Beccari, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Marco Gatti, Ministro delle Finanze, e Matteo Mularoni, consulente legale di BSM.
Christov contesta le indagini in corso sul caso, ricordando che il contratto di vendita fu approvato all’unanimità dal CdA di ECF e con il 75% dei voti in assemblea. Punta il dito sul padre di Beccari, Marco Beccari, unico firmatario, e sull’incriminazione per corruzione di Andrea Delvecchio, estraneo all’operazione, con sequestro di 500.000 euro non legati a BSM.
Interroga Beccari sul perché l’indagine prosegua contro ECF nonostante le smentite reciproche, e accusa lo Stato di ipotizzare corruzioni inesistenti.
Sulla provenienza dei fondi, Christov spiega che Starcom Holding AD erogò un prestito a San Marino Group nel maggio 2025, documentato da UniCredit e accettato da BSM. Nel novembre 2025, i fondi furono sequestrati per sospetto riciclaggio, senza però accuse o condanne contro di lui o le sue società.
Rivolta a Gatti, contesta l’assenza di un reato presupposto per il riciclaggio e denuncia il trasferimento opaco di 15 milioni di euro a banche statali senza tracciabilità, in contrasto con standard europei.
Christov accusa lo Stato di intercettazioni illegali tra novembre 2025 e febbraio 2026, usate per fabbricare un “piano parallelo” segreto contro la sovranità sammarinese, basato su conversazioni pubbliche. Nota la reiterata assegnazione degli stessi magistrati e giudici ai suoi casi.
Un giudice ha annullato le misure, confermando che azioni pubbliche non ledono la sovranità, ma l’indagine persiste, violando libertà di espressione e diritto alla difesa.
A fine aprile 2026, Christov ha annunciato ricorso all’arbitrato di Washington per violazione del trattato bilaterale Bulgaria-San Marino sulla protezione degli investimenti, invitando a un negoziato senza risposta.
Critica Beccari per minimizzare il caso come “privato”, sostenendo che coinvolge un trattato statale e rischia di complicare l’associazione UE di San Marino. Chiede chiarimenti urgenti per allineare il sistema sammarinese agli standard europei.


