La fibromialgia è oggi al centro dei lavori del Consiglio Grande e Generale, impegnato nell’esame in prima lettura del progetto di legge di iniziativa popolare presentato dall’associazione “La Fibromialgia a San Marino” nell’autunno 2025.
Il testo legislativo è affiancato dalle 33 istanze d’arengo depositate dalla stessa associazione lo scorso aprile, scelte come forma di protesta per i tempi lunghi nell’avvio dell’iter consiliare.
La proposta chiede il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante, con l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza, l’attivazione di percorsi dedicati di diagnosi e cura presso l’Iss, la creazione di un registro nazionale e il sostegno ad attività di ricerca, formazione e sensibilizzazione.
Tra gli obiettivi figura anche una maggiore tutela sul piano lavorativo, con il riconoscimento delle limitazioni legate alla sindrome e il diritto al lavoro agile per chi ne è afflitto, anche in presenza di forti difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane.
Ieri sera si è chiuso invece il comma dedicato alla relazione della Commissione Antimafia. Il dibattito ha registrato un ampio sostegno bipartisan al documento, ma non è stato possibile arrivare a un testo unitario condiviso.
La principale divergenza ha riguardato la richiesta, avanzata da Rete con un proprio ordine del giorno e sostenuta anche da RF e DML, di fissare una scadenza precisa per l’attuazione degli interventi legislativi indicati dalla Commissione.
L’ordine del giorno di Rete è stato respinto, mentre l’Aula ha approvato quello presentato dalla maggioranza e dalle due consigliere indipendenti. Il documento impegna il Congresso di Stato a riferire ogni anno, entro novembre, sullo stato di attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione.


