Il percorso di associazione tra San Marino e l’Unione Europea subisce un nuovo slittamento. Una riserva avanzata dalla Bulgaria in sede EFTA ha impedito che il dossier fosse discusso oggi presso il COREPER, l’organo cruciale dei rappresentanti permanenti dell’UE che avrebbe dovuto tracciare la strada verso l’approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri europei.
La seduta del Comitato dei rappresentanti permanenti viene dunque rinviata a fine maggio, allontanando ulteriormente i tempi della firma ufficiale dell’accordo. Il via libera del Consiglio UE, previsto per i giorni immediatamente successivi al voto odierno, slitta di conseguenza, complicando gli scenari temporali prospettati dalle istituzioni sammarinesi.
Le previsioni del Segretario di Stato Luca Beccari sulla conclusione dell’iter entro il termine di giugno appaiono ora difficilmente realizzabili. L’opposizione o le obiezioni procedurali continuano a rappresentare un ostacolo significativo nel completamento dell’associazione, nonostante la risoluzione favorevole approvata dal Parlamento europeo a febbraio.
Il dossier rimane congelato nelle fasi preliminari, dove il consenso unanime dei 27 Stati membri rimane un requisito imprescindibile. Ogni contrarietà, anche se presentata come questione tecnica o procedurale, possiede il potere di bloccare l’avanzamento dell’iter diplomatico e istituzionale.


