A Punta Marina, frazione balneare di Ravenna, i pavoni tornano a scatenare polemiche accese, con la colonia che conta tra i 70 e i 150 esemplari e divide profondamente residenti e turisti. In piena stagione degli amori, i richiami assordanti all’alba, gli escrementi sui marciapiedi, i danni a tetti, giardini e auto rendono la convivenza un incubo per molti abitanti, che denunciano una qualità della vita compromessa da oltre un decennio.
L’associazione Clama, in convenzione con il Comune fino al 2026 e sostenuta da un rimborso di 8.100 euro, gestisce la colonia invitando a non nutrire gli animali per tenerli lontani dalle case. “Restino qui, sono l’unica attrazione rimasta dopo la chiusura di bagni e divertimenti”, sostiene Paola Zannoni, presidente di Clama, che ironizza: “Senza pavoni, Punta Marina diventerebbe Punta Mortiria”.
Il caso è esploso a livello nazionale, con servizi tv e interventi politici: la consigliera Fdi Anna Greco critica l’accordo comunale come insufficiente, proponendo la delocalizzazione in aree dedicate per tutelare cittadini e animali. Non tutti concordano: per alcuni, come Antonella Ravaglia, i pavoni attirano ospiti e simboleggiano il territorio, ma serve contenere le nascite.
L’assessora Impellizzeri frena sull’idea di un parco dedicato, citando norme igieniche che impongono distanze minime dagli abitati. Il dibattito infuria tra chi invoca pulizia straordinaria e rimozione, e chi difende il loro ruolo turistico, senza soluzioni concrete all’orizzonte.


