I titolari delle cassette di sicurezza violate nel furto alla Banca di San Marino si organizzano in un comitato per difendere i propri diritti.
L’effrazione è avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 febbraio nella sede centrale di Faetano, dove ignoti si sono fatti chiudere dentro per agire indisturbati.
I ladri hanno ignorato il contante custodito in un’area del caveau e si sono concentrati sulle cassette, aprendone circa quindici e asportandone il contenuto.
La banca ha inviato raccomandate ai clienti, confermando l’accesso inibito al caveau su ordine delle autorità e la violazione di alcune cassette, nonostante i sistemi di sicurezza.
I titolari lamentano informazioni frammentarie, aggravate dai sequestri giudiziari in corso legati all’inchiesta sull’affare Starcom, il gruppo bulgaro che tentava di acquisire la maggioranza della banca.
Alcuni hanno già sporto denuncia alla Gendarmeria o chiesto risarcimenti, ma ora puntano a una strategia condivisa.
Il comitato mira a ottenere chiarezza sui beni rubati, accesso rapido ai caveau e compensazioni, in un contesto di indagini che coinvolgono corruzione, riciclaggio e tensioni diplomatiche con la Bulgaria.
Banca Centrale ha bloccato l’operazione Starcom, sequestrando 15 milioni di caparra, mentre il Tribunale prepara nuovi atti.
La banca assicura aggiornamenti non appena riaperto il caveau, ma i clienti pretendono risposte immediate.


