Galoppa l’inflazione a Rimini nel mese di aprile. L’impatto dell’energia

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La congiuntura economica di Rimini si complica ulteriormente. I dati Istat di aprile confermano un’inflazione al 3,6%, con un divario di 0,9 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Il mese precedente ha registrato un incremento dello 0,9%, segnalando un’accelerazione preoccupante delle pressioni inflazionistiche.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a riflettersi sui costi energetici, con abitazione, acqua, elettricità e gas che subiscono rincari del 4,5%. Nel dettaglio, alimentari e bevande analcoliche toccano il 2,9%, trasporti il 3,4%, mentre ristorazione e alloggio raggiungono il 7%. Meno marcati gli incrementi in sanità (+1,6%) e istruzione (+1,9%).

Secondo Federconsumatori Rimini, le famiglie a reddito fisso sopportano il peso maggiore di questa dinamica. L’osservatorio calcola un aggravio annuale di 1.300,90 euro per nucleo, mentre la forbice sociale si dilata in assenza di adeguamenti salariali e pensionistici.

L’associazione non esclude scenari ancora più critici qualora il conflitto internazionale si protraesse, con ricadute significative su filiere agroalimentari, plastiche, logistica e trasporti.

Federconsumatori richiede misure urgenti: ripristino del taglio accise sulla benzina, riduzione selettiva dell’Iva su beni essenziali, disaccoppiamento tariffario tra energia elettrica e gas, potenziamento dei bonus energia e creazione di un fondo contro la povertà energetica. Inoltre, chiede il rafforzamento dei controlli anti-speculazione e la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche.

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