Il tribunale di Teramo ha archiviato il procedimento sulla morte dei due alpinisti di Santarcangelo di Romagna Marco Perazzini e Cristian Gualdi, deceduti sul Gran Sasso. La decisione del giudice Lorenzo Prudenzano ha respinto l’opposizione presentata dai legali delle famiglie, Francesca Giovanetti e Luca Greco.
Secondo il provvedimento, non sussistono profili di responsabilità colposa a carico dell’indagato, il delegato del Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico della Regione Abruzzo, che aveva deciso di non attivare l’intervento dell’Aeronautica Militare. Il giudice ha stabilito che manca il nesso causale tra la condotta e il decesso dei due ragazzi, ritenendo impossibile formulare una ragionevole prognosi di condanna.
Tuttavia, nella stessa ordinanza viene riconosciuto che l’indagato avrebbe dovuto attivare il coordinamento NASOC con conseguente sussistenza di colpa per la condotta inerte. Nonostante questa violazione di una regola cautelare di diligenza, il giudice ha ritenuto insufficiente a radicare responsabilità penale.
Gli avvocati delle famiglie hanno manifestato perplessità sulla sentenza, sottolineando come l’ordinanza stessa riconosca la colpa dell’indagato nel non aver rispettato i suoi doveri, valutando possibili ulteriori iniziative riguardo gli errori nella geolocalizzazione dei ragazzi durante la tempesta.
Giancarlo Perazzini, padre di uno dei due alpinisti, ha espresso il suo dolore per l’esito negativo del ricorso, lamentando la mancanza di sensibilità e affermando che i soccorsi avrebbero potuto fare di più per salvarli.


