San Marino – Consiglio Grande e Generale, seduta di venerdì 15 maggio, mattino. Resoconto integrale AskaNews

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Il Consiglio Grande e Generale è tornato a riunirsi venerdì 15 maggio 2026 con due dossier tra i più sensibili dell’attuale sessione: la fibromialgia e la commissione d’inchiesta sulla vicenda Banca di San Marino.

Sul comma dedicato alla fibromialgia, il dibattito ha confermato una convergenza ampia sul riconoscimento della sofferenza dei pazienti e sulla necessità di rafforzare tutele, percorsi di cura e strumenti di sostegno. Allo stesso tempo, però, molti interventi hanno richiamato la necessità di evitare sovrapposizioni con la normativa già approvata nel 2024 e con il lavoro avviato dalla Segreteria di Stato e dall’ISS.

La proponente Martina Bianchi ha spiegato che il progetto di legge di iniziativa popolare nasce dall’esigenza di colmare vuoti ancora presenti nella risposta istituzionale alla patologia, descritta come complessa, cronica e spesso invisibile. Bianchi ha insistito sul bisogno di garantire dignità, riconoscimento e protezione concreta ai pazienti, sottolineando anche il ritardo con cui il tema è arrivato in Aula.

Il Segretario di Stato Stefano Canti ha ricordato che San Marino ha già approvato la legge n. 10 del 2024, una delle prime al mondo dedicata alla fibromialgia, e ha richiamato il percorso già attivato con il PDTA, i rimborsi per alcune prestazioni e il gruppo di lavoro sulla dignità personale e lavorativa. Il Governo ha quindi chiesto di respingere le numerose Istanze d’Arengo, giudicandole sostanzialmente sovrapponibili al progetto di legge.

Nel dibattito sono emerse posizioni diverse sui tempi, sulle tutele lavorative e sul tema dei farmaci. Parte dell’Aula ha chiesto regole più chiare su guida, inidoneità lavorativa e riconoscimento dell’impatto della malattia sulla vita quotidiana; altri consiglieri hanno invitato a lasciare ai tecnici, e non alla politica, le valutazioni cliniche e di idoneità. È stato inoltre criticato l’uso massiccio delle Istanze d’Arengo, ritenuto da alcuni uno strumento improprio di pressione, mentre altri lo hanno letto come un grido d’allarme dovuto al ritardo nella trattazione del testo.

Al termine del confronto, tutte le Istanze d’Arengo presentate sul tema sono state respinte.

Il secondo grande fronte della seduta ha riguardato la commissione consiliare d’inchiesta sulla vicenda del tentativo di acquisizione della maggioranza di Banca di San Marino e sul cosiddetto “piano parallelo”. In Aula sono arrivati tre testi diversi: uno della maggioranza, uno delle opposizioni e uno condiviso dalla maggioranza con la consigliera indipendente Giovanna Cecchetti.

Gian Nicola Berti, per Alleanza Riformista, ha rivendicato la necessità di una risposta immediata a una vicenda che ha inciso sull’immagine del Paese e sulla credibilità della politica. Ha spiegato che il primo progetto di legge nasceva per affiancare il lavoro del tribunale senza sovrapporsi alle indagini penali, e ha annunciato una serie di emendamenti della maggioranza per allargare il consenso, tra cui la riduzione del periodo di incompatibilità e l’anticipo della data di avvio dei lavori al primo settembre 2026.

L’opposizione, per voce di Giovanni Zonzini, ha contestato proprio questo punto, giudicando contraddittorio dire che la commissione non deve sovrapporsi al tribunale ma poi fissarne comunque l’avvio a una data successiva. Zonzini ha insistito anche sulla necessità della pariteticità nella composizione della commissione, ritenuta una garanzia per impedire che la maggioranza controlli l’attività d’inchiesta.

Il confronto si è acceso ulteriormente sui te

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