Bsm-Piano Parallelo: lunedì 18 il voto decisivo sulla commissione d’inchiesta

San Marino RTV
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Il voto in Consiglio sull’istituzione della commissione d’inchiesta sul cosiddetto caso bulgaro è fissato per lunedì, ma dal dibattito preliminare sono già emerse le principali distanze tra maggioranza e opposizione.

Ar ha ritirato il proprio progetto di legge, mentre restano in esame due testi separati, quello della maggioranza e quello delle opposizioni. L’obiettivo dichiarato da tutti è arrivare a un unico provvedimento, ma la strada appare ancora complessa.

La maggioranza ha annunciato emendamenti per recepire alcune richieste attribuite all’opposizione, in particolare su finalità, incompatibilità e tempi di avvio dei lavori. Rispetto alla prima ipotesi, che fissava l’inizio al 31 gennaio 2027, i partiti di governo hanno anticipato la data al 1° settembre. L’opposizione, però, chiede che la commissione parta subito, concentrandosi prima sulla tentata scalata alla banca e solo in un secondo momento sul piano parallelo.

Resta aperto anche il nodo della composizione: la maggioranza propone una rappresentanza proporzionale 5 a 3, mentre l’opposizione continua a rivendicare la parità 4 a 4. Se ne riparlerà lunedì, quando il dibattito sarà completato prima del voto, anche se nel fine settimana potrebbero proseguire i contatti per cercare una mediazione.

L’intera mattinata in aula è stata invece dedicata alla prima lettura della legge di iniziativa popolare presentata dall’associazione La Fibromialgia a San Marino, che chiede nuove misure a favore delle persone colpite da questa sindrome dolorosa cronica. I promotori la definiscono una patologia fortemente invalidante, con pesanti ricadute sociali e lavorative.

Nello stesso comma sono state inserite anche 32 istanze d’Arengo promosse dalla medesima associazione sulla stessa materia. Una scelta che diversi consiglieri hanno giudicato una forzatura, arrivando a parlare di provocazione e di uso improprio dello strumento.

Nel dibattito è emersa comunque la volontà di rafforzare le tutele per chi soffre di fibromialgia, ritenendo l’attuale quadro normativo, in particolare la legge n. 10 del 2024, ancora insufficiente e non pienamente coerente con gli articoli 4 e 5 della Dichiarazione dei Diritti.

Tutte le istanze sono state respinte a maggioranza, mentre il progetto di legge è stato assegnato alla commissione sanità per l’esame in sede referente.

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