Riordino polizia locale. Gli amministratori: poca chiarezza su copertura costi

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Agli amministratori riminesi di centrosinistra non convince il disegno di legge sul riordino della polizia locale, approvato in prima lettura dalla Camera con 130 voti favorevoli, 31 contrari e 71 astenuti e ora atteso al Senato.

Il provvedimento riscrive funzioni, ordinamento e tutele degli agenti, prevedendo tra l’altro l’accesso ai database delle forze di polizia dello Stato, maggiori garanzie assicurative, coperture in caso di infortunio, patrocinio legale quando l’uso di armi o forza finisca sotto indagine e l’introduzione delle bodycam.

Il nodo, per i Comuni, non è il merito delle misure, giudicate in larga parte condivisibili, ma la mancanza di certezze sulle coperture economiche e il rischio che i nuovi oneri vengano scaricati sugli enti locali.

L’assessore alla sicurezza di Rimini, Juri Magrini, parla di un nuovo trasferimento di responsabilità e costi ai Comuni, ricordando che la sicurezza resta una funzione primaria dello Stato. Secondo Magrini, non è accettabile che il rafforzamento delle tutele per gli agenti venga finanziato dai bilanci comunali, già gravati da spese aggiuntive per presidio del territorio, tecnologia e controllo di prossimità.

Magrini rivendica il ruolo svolto dai Comuni nel compensare le carenze dello Stato sul fronte della sicurezza urbana e ricorda la proposta avanzata da Rimini per destinare una parte del gettito dell’imposta di soggiorno a interventi di sicurezza, poi recepita nel decreto sicurezza.

Preoccupazioni analoghe arrivano anche da Santarcangelo. Il sindaco Filippo Sacchetti denuncia uno schema già visto: annunci, riforme e poi il ricorso ai bilanci comunali per coprire i costi. Per il primo cittadino, il disegno di legge sulla polizia locale prevede di fatto che i potenziamenti degli organici siano a carico degli enti locali, sulla base dei piani di fabbisogno del personale.

Sacchetti sottolinea come, anche in Valmarecchia, la situazione sia già difficile per la carenza di uomini e risorse. In alcuni territori interni, aggiunge, i Comuni sono costretti ad associarsi per garantire appena uno o due agenti su aree molto vaste.

Il sindaco ricorda infine gli sforzi già messi in campo: servizi serali, controlli straordinari con l’unità cinofila di Cesenatico, accordi di collaborazione e un protocollo con l’Unione del Rubicone per le zone di confine. Da Roma, conclude, servono risorse vere e riforme sostenibili, non nuovi carichi sui Comuni.

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