La prima relazione della Commissione consiliare sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, presentata oggi in Consiglio Grande e Generale, afferma che non emergono elementi di collegamenti diretti tra San Marino e organizzazioni criminali italiane o estere.
Tuttavia, il Titano rimane vulnerabile a rischi di infiltrazione nella criminalità economica, in particolare nei settori dell’e-commerce, della compravendita di auto usate, del commercio di bevande e prodotti per la cura della persona. Qui si registrano fenomeni fraudolenti, distorsioni commerciali e operazioni sospette, con alcuni casi riconducibili ad ambienti della ‘ndrangheta.
La Commissione, presieduta da Gian Nicola Berti e composta da Ilaria Bacciocchi, Sara Conti, Mirko Dolcini, Andrea Menicucci, Giulia Muratori, Emanuele Santi e Alessandro Scarano, individua nell’e-commerce il settore più critico. Nei primi quattro mesi del 2025, il Sicae ha ricevuto 3440 segnalazioni di truffe online, spesso legate a piattaforme sammarinesi che vendono prodotti di scarsa qualità, con rimborsi difficili per i consumatori.
Critiche anche sulle modalità di pagamento: il contrassegno potrebbe facilitare il riciclaggio, mentre proliferano truffe finanziarie su piattaforme di trading online e criptovalute.
Nel settore auto usate, la Commissione evidenzia anomalie come sotto-fatturazione, frodi carosello IVA e società legate a contesti ‘ndranghetisti, con reti tra Italia e San Marino.
Per bevande e prodotti igienici, si notano triangolazioni commerciali, fatture di grosso importo e rivendite interne a gruppi collegati, con echi di indagini italiane su soggetti arrestati.
Le organizzazioni criminali sfruttano opacità e vulnerabilità del sistema economico-finanziario, richiedendo monitoraggio rafforzato su frodi, evasione IVA e strutture societarie opache.
Dalle audizioni con polizia, magistratura, Aif e organismi di controllo emergono difficoltà di coordinamento, sovrapposizioni di competenze e ritardi nella circolazione informativa, con rischi di duplicazioni e mancanza di riscontri.
La relazione propone una revisione dei controlli: piattaforma informatica unica, accesso condiviso a banche dati, interoperabilità investigativa, ampliamento al sistema C.E.S.O.P. e strumenti per tracciare operatori economici e beneficiari effettivi.
Tra le misure: obbligo di comunicare siti web e social per vendite online, revisione codici Ateco, controlli stringenti su attività a rischio e trasparenza sui flussi commerciali.
Si rafforzi il Tavolo Congiunto tra polizia, controlli e pubblica amministrazione, con scambi strutturati, formazione e approfondimenti normativi per elevati standard di legalità e affidabilità economica.


