L’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione Europea incontra un nuovo ostacolo. La riunione del Coreper del 6 maggio, che avrebbe dovuto approvarne un passaggio chiave, si è conclusa con un rinvio di due settimane, bloccato dal veto bulgaro.
Il governo di Luca Beccari, che puntava a un “trionfo europeo”, si trova ora in una posizione imbarazzante. Lo slittamento è legato alla controversa vicenda della mancata acquisizione della Banca di San Marino da parte del gruppo bulgaro Starcom, con al centro Andrea Del Vecchio, emissario di Assen Christov, e un’inchiesta giudiziaria in corso.
Opposizione e alcuni settori della maggioranza reagiscono con forza. RETE parla di “affondamento” dell’accordo e critica la gestione politica. Il Partito Socialista (PSS) chiede di rifiutare l’applicazione provvisoria e di indire immediatamente un referendum consiliare, per vincolare governo attuale e futuro al verdetto popolare.
Il Comitato Pro San Marino e altre voci invocano un plebiscito urgente, per sottrarre la Repubblica a “ricatti e pressioni esterne”. La maggioranza ha replicato giovedì 7 maggio, minimizzando il ritardo, ma il punto non è stato neppure votato al Coreper II.
Ora San Marino attende, sospesa tra ambizioni europee e difesa della sovranità. Il rinvio al 20 maggio potrebbe chiarire se il veto bulgaro è definitivo o negoziabile.


