L’Iran resiste al blocco americano. Intanto riparte la Flotilla

San Marino RTV
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La tensione globale si aggrava con il blocco dello Stretto di Hormuz imposto dagli Stati Uniti, che ha azzerato le esportazioni di petrolio iraniano e saturato i depositi di scorte, costringendo Teheran a tagliare la produzione di greggio.

Gli esperti iraniani, forgiati da decenni di sanzioni, gestiscono i pozzi con maestria: li mettono in pausa senza danni irreversibili e li riavviano in tempi record, una tattica proattiva per resistere alla morsa economica.

Intanto, la crisi energetica minaccia l’Europa: l’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte di una “storica catastrofe”, con sole sei settimane di riserve di carburante per aerei, rischiando cancellazioni di voli e blackout turistici.

Compagnie come Lufthansa hanno già tagliato 20.000 voli fino a ottobre per razionare il jet fuel, i cui prezzi sono raddoppiati, gonfiando le tariffe aeree fino al 29% e colpendo soprattutto le rotte verso l’Italia.

In questo contesto, aggiornamenti dalla Flotilla di attivisti: “Stiamo riparando le barche con volontari da Grecia, Italia, Spagna e Olanda”, dicono dal campo base.

Gravi accuse a Israele per l’abbordaggio al largo di Creta: “Sono saliti armati, più violenti del passato, distruggendo vele, motore e lancias dirottandoci su una nave militare”, denuncia Tony La Piccirella, attivista italiano fermato.

Thiago Avila e Saif Abukeshek, prelevati da una barca italiana in acque internazionali greche, sottolineano con la portavoce Maria Elena Delia: “È un affronto non solo agli attivisti, ma all’intera Europa”.

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