Don Gabriele Mangiarotti riflette sull’analisi dell’Accademia delle scienze sociali di Pechino del 2002, che attribuisce la superiorità dell’Occidente al cristianesimo come fondamento morale della società, motore del capitalismo e della democrazia.
Questa conclusione, riportata da Antonio Socci, contrasta con un’opinione locale che esalta il socialismo come forza emancipatrice, pur riconoscendone i fallimenti in Europa orientale e notando elementi statalisti nel modello economico di San Marino.
Mangiarotti invita a onorare il riconoscimento cinese delle radici cristiane, specialmente per una Repubblica fondata da San Marino, patrono santo che incarna l’ideale evangelico.
Tra le sfide odierne cita il disagio giovanile, la crisi familiare con calo della natalità, l’influenza di questionari scolastici ambigui sull’affettività, e la legge sull’aborto che normalizza l’uccisione prenatale.
Propone di riscoprire una storia cristiana non clericale, fatta di accoglienza e rispetto per la vita fragile, superando ideologie e statalismo paralizzante che soffoca creatività e libertà.
San Marino, antica Repubblica ammirata da Lincoln, Carducci e Benedetto XVI, può trarre dalle origini cristiane slancio per il progresso, scegliendo il bene come suggerisce San Paolo: “Esaminate ogni cosa, trattenete ciò che vale”.


