Il Segretario di Stato per l’Informazione Federico Pedini Amati ha respinto con fermezza l’ordine del giorno presentato da Repubblica Futura sull’hate speech, bocciato dal Consiglio Grande e Generale.
Nella sua relazione, Pedini Amati ha difeso la solidità del quadro normativo esistente, sottolineando come garantisca un equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità informativa.
Ha evidenziato l’allineamento delle norme sammarinesi agli standard europei e internazionali, capaci di tutelare i diritti senza ulteriori restrizioni.
Le leggi vigenti, secondo il Segretario, sono flessibili e adatte a regolare anche i media digitali in evoluzione, evitando interventi normativi affrettati.
L’opposizione a nuovi atti di indirizzo non è censura, ma una scelta per prevenire ridondanze e confusione nel settore dell’informazione.
Pedini Amati ha messo in guardia contro “interventi a gamba tesa” dettati dall’urgenza politica, che potrebbero frammentare il sistema legislativo.
Ha rivendicato il ruolo autonomo di Autorità Garante e Consulta per l’Informazione, proponendo un dialogo franco e rispettoso dei ruoli istituzionali.
La stabilità normativa rappresenta, per il governo, la base per un giornalismo libero e responsabile a San Marino.
Tuttavia, l’intera opposizione ha criticato duramente Pedini Amati, definendolo inadatto al ruolo istituzionale e accusandolo di toni eccessivi in conferenze stampa recenti.


