L’Accademia delle Scienze Sociali di Pechino, in un’analisi condotta nel 2002, identificò nel cristianesimo il vero motore della superiorità occidentale. Dopo aver esaminato storia, politica, economia e cultura, i ricercatori conclusero che non furono i cannoni superiori o i sistemi politici a fare la differenza, ma il fondamento morale cristiano, alla base del capitalismo e della democrazia.
Un cittadino sammarinese riflette su questa idea, riconoscendo i meriti ideali del socialismo e del comunismo nell’emancipazione umana, ma criticandone le derive autoritarie, come nell’Europa orientale, dove limitarono le libertà. Aggiunge che a San Marino si vive in un modello economico sostanzialmente socialista e statalista, con risultati positivi, anche se il potere può corrompere.
Questi spunti cinesi meritano attenzione, specie per San Marino, la più antica repubblica del mondo, fondata da un santo che incarnò l’ideale cristiano. In un’epoca di sfide – dal disagio giovanile alla crisi familiare e demografica, dall’influenza di certe educazioni scolastiche permissive alla legge sull’aborto che normalizza l’uccisione di vite innocenti – riscoprire le radici cristiane può essere la chiave.
Non si tratta di clericalismo, ma di una storia di accoglienza, ospitalità e rispetto per la vita fragile, che supera ideologie rigide. Solo così si combatte lo statalismo asfissiante, che soffoca la creatività sostituendola con un benessere illusorio.
San Marino, ammirata da Lincoln a Carducci fino a Benedetto XVI, ha esempi luminosi da seguire. Come esortava San Paolo, esaminiamo tutto e tratteniamo il buono: nelle nostre origini cristiane sta la promessa di un progresso autentico, di speranza e civiltà.


