Si profila una ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con segnali positivi dalla riapertura dello Stretto di Hormuz annunciata da Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi volerà nelle prossime ore in Pakistan alla guida di una delegazione ristretta, per colloqui preparatori con mediatori locali a Islamabad, dove opera già un team Usa di supporto logistico e sicurezza.
Le trattative principali sono attese nel fine settimana. Da Washington, secondo la Cnn, partiranno l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff e il generer Jared Kushner. Assente il vicepresidente Jd Vance, che guidò i primi incontri, e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, dimessosi per dissidi interni dopo aver tentato di inserire il nucleare nell’agenda.
Al suo posto potrebbe subentrare il falco Saeed Jalili, ultraconservatore vicino alla Guida Suprema, o lo stesso Araghchi pronto a prendere le redini. Intanto il capo del Pentagono Pete Hegseth avverte Teheran: c’è spazio per un buon accordo, ma in caso contrario gli Usa torneranno a colpire.
L’Iran ha garantito via libera a tutte le navi, petroliere incluse, fino a fine tregua, calmando i mercati con un calo dell’8,5% del Brent. Trump esulta su Truth Social, confermando il blocco navale Usa e smentendo scambi di denaro per uranio, mentre le forze armate preparano piani d’emergenza contro mine e minacce costiere.


