Un ex direttore di 58 anni della filiale di Gualdicciolo della Banca di San Marino, Luca Cicchetti, è stato citato a giudizio dalla Procura di Rimini per truffa aggravata e appropriazione indebita. L’uomo, nato a Rimini e residente sul Titano, è accusato di aver fatto sparire oltre 530mila euro dai conti di nove o dieci famiglie riminesi, sfruttando la fiducia costruita in anni di rapporti personali.
Le vittime, convinte da promesse di investimenti sicuri e ad alto rendimento, hanno affidato i risparmi di una vita all’ex bancario, che li ha convinti con rassicurazioni su operazioni a basso rischio. In realtà, secondo l’accusa, Cicchetti ha effettuato transazioni speculative in titoli esteri ad alto rischio, utilizzando firme contraffatte e distinte bancarie false per spostare i fondi, prosciugando i conti fino a lasciare alcuni in rosso.
Il meccanismo ricalcava uno schema Ponzi: i soldi dei nuovi investitori servivano a pagare interessi ai clienti storici, creando l’illusione di guadagni stabili. L’ex direttore forniva estratti conto alterati e documenti falsi, recandosi spesso a casa delle vittime per incassare contanti e far firmare moduli privi di valore.
La vicenda ha generato due inchieste, una italiana e una sammarinese. A Rimini si è arrivati alla citazione diretta a giudizio, mentre sul Titano il commissario della legge ha archiviato parzialmente per la banca, ritenendola estranea e attribuendo le irregolarità all’interesse personale dell’uomo. L’istituto ha confermato piena collaborazione con le autorità.
Per alcune somme minori è già scattata la prescrizione. Il 7 ottobre Cicchetti, difeso dagli avvocati Francesco Pisciotti e Massimiliano Giacumbo, comparirà per


