Fp-Cisl. Dipendenti Ausl Romagna sotto stress, serve uno sportello psicologico

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Servizi garantiti, ma con un costo umano che nel tempo rischia di diventare insostenibile. In Ausl Romagna, secondo la rilevazione della Fp-Cisl, quasi un lavoratore su due giudica negativa la propria ultima settimana di lavoro e cresce la richiesta di misure strutturali a tutela del personale.

Il sindacato ha raccolto 4.301 risposte con quattro questionari anonimi somministrati tra il 22 marzo e il 22 aprile. Le adesioni sono arrivate in particolare da Rimini, con 1.334 questionari, poi da Ravenna, Cesena e Forlì. Il campione, sottolinea la Fp-Cisl, è composto in larga parte da dipendenti con lunga esperienza e quindi in grado di offrire un quadro attendibile del clima interno.

Il dato più pesante riguarda il giudizio sulla settimana lavorativa: 2.128 addetti, pari al 49%, l’hanno definita negativa o molto negativa. Solo il 14% ha espresso un parere positivo, mentre il 36% si è collocato in posizione neutra. Alla base del malessere ci sono soprattutto il carico di lavoro, indicato dal 49% di chi ha risposto in modo critico, il clima conflittuale nei reparti e le difficoltà legate a turni e orari.

Tra i fattori che incidono sul benessere degli operatori, lo stress e il carico mentale dominano nettamente, con il 66% delle segnalazioni. Più della metà dei lavoratori dice inoltre di essersi trovata almeno una volta a non sapere con certezza come operare in piena sicurezza, soprattutto per ragioni organizzative e per la mancanza di tempo, più che per carenze formative o procedure poco chiare.

Per il segretario generale della Fp-Cisl Romagna, Mario Giovanni Cozza, il personale continua a garantire servizi essenziali con professionalità, ma il prezzo pagato in termini di affaticamento è diventato troppo alto. Da qui la richiesta di intervenire su benessere organizzativo, prevenzione del burnout e sostegno professionale, anche con uno sportello psicologico permanente e gratuito.

L’indagine evidenzia anche la pressione economica sulle famiglie dei dipendenti: affitti o mutui, bollette e spesa alimentare sono le voci che pesano di più. Tra le misure di welfare più diffuse figurano buoni pasto cumulabili, contributi per le utenze, polizze sanitarie integrative e aiuti per le spese scolastiche dei figli.

Più rassicurante il fronte della preparazione professionale: l’86% si ritiene adeguatamente formato, anche se resta forte il bisogno di aggiornamento continuo e di maggiore chiarezza su procedure e linee guida operative. Il sindacato ha già portato i risultati all’attenzione della direzione di Ausl Romagna e li userà nella piattaforma contrattuale 2026, insieme a richieste su carichi di lavoro, sicurezza operativa, welfare e formazione continua.

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