Tracciatori Gps nell’auto e messaggi su whatsapp: 68enne assolto da accuse di stalking

AltaRimini
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Un 68enne di Riccione è stato assolto dall’accusa di atti persecutori nei confronti di una donna del Pesarese, perché il fatto non sussiste. La vicenda riguardava presunti comportamenti molesti e minacce legati a una relazione iniziata nel 2014, ma la Procura ha chiesto essa stessa l’assoluzione, richiesta accolta dal Tribunale.

Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe usato due dispositivi GPS nascosti nell’auto della donna per seguirne gli spostamenti e avrebbe inviato messaggi offensivi e minacciosi su WhatsApp, oltre a contattare un collega della presunta vittima per diffondere dettagli della loro frequentazione. La donna aveva presentato querela nell’aprile 2025, sostenendo che tra i due non ci fosse una vera relazione sentimentale ma soltanto un rapporto di amicizia, seppur con rapporti sessuali.

A difendere l’imputato è stato l’avvocato Mirko Damasco, che ha sempre respinto ogni addebito. La linea della difesa ha sostenuto che non vi fossero elementi sufficienti per attribuire un intento persecutorio ai comportamenti contestati e che i dispositivi di tracciamento non dimostrassero una reale azione di controllo.

Per il legale, la decisione chiude una vicenda delicata, nata da una querela per codice rosso che rischiava di tradursi in una condanna. Il Tribunale, però, ha accolto la richiesta della pubblica accusa e ha assolto l’uomo con formula piena.

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