La prima relazione della Commissione Consiliare sulle infiltrazioni mafiose della XXXI Legislatura approda in Consiglio Grande e Generale al punto 20 dell’Ordine del Giorno. Il documento traccia un allarme elevato, con rischi immediati dovuti alla posizione geografica di San Marino, confinante con zone italiane ad alta presenza di criminalità organizzata.
La vicinanza a clan crotonesi, napoletani, casertani e ‘ndranghetisti, già radicati a Rimini e tra Pesaro e Urbino, trasforma un pericolo latente in una minaccia concreta. I dati della Direzione Investigativa Antimafia confermano l’attrattiva economica del Titano per queste organizzazioni, favorite da lacune nei controlli operativi.
Tra i settori più esposti emergono autoveicoli, beverage ed e-commerce, teatro di reati sentinella come frodi carosello, evasione Iva e riciclaggio. Nel commercio di auto, dieci società sammarinesi risultano legate a ambienti criminali: casi di sotto-fatturazione su lusso e falsi documenti per reimmatricolare veicoli sequestrati in Italia.
Il beverage registra un boom delle importazioni, da 64 a 170 milioni di euro in due anni, sospetto di triangolazioni illecite per lavaggio di denaro. L’e-commerce desta massima allerta, con migliaia di spedizioni fantasma pagate in contrassegno, modalità che le forze dell’ordine indicano come canale per riciclare contanti.
La Commissione sollecita interventi urgenti per colmare le falle e blindare l’economia sammarinese da questi appetiti criminali.


