Tragedia a Campigna: escursionista precipita per 90 metri, ritrovata senza vita

REDAZIONE
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Un drammatico epilogo ha concluso l’operazione di Soccorso Alpino iniziata domenica 28 giugno nei boschi di Campigna, nel comune di Santa Sofia. Quella che era partita come una ricerca di un fungaiolo infortunato si è trasformata in una complessa missione di recupero per la moglie dell’uomo, purtroppo individuata senza vita.

La donna è stata localizzata a circa 90 metri di profondità all’interno di un canalone impervio, in prossimità del luogo dove il marito era caduto in precedenza. Per la constatazione del decesso e il recupero della salma è intervenuto l’elicottero EliRavenna. Il tecnico di elisoccorso del Cnsas e un medico sono stati verricellati sul posto e calati nel canalone con tecniche alpinistiche dal personale del Soccorso Alpino. Successivamente, la salma è stata recuperata tramite verricello e trasportata a bordo dell’elicottero.

L’allarme era scattato poco dopo mezzogiorno, quando la centrale operativa del 118 ha attivato la Stazione Monte Falco del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna per assistere un uomo caduto mentre cercava funghi insieme alla moglie. I soccorritori, raggiunto il parcheggio dei Fangacci, punto di partenza della coppia, hanno trovato l’uomo con diverse escoriazioni e tumefazioni al volto. Questi ha riferito di aver perso il contatto con la moglie dopo la sua caduta.

Sono quindi partite le ricerche congiunte che hanno visto impegnati i tecnici della Stazione Monte Falco, i Carabinieri Forestali di Campigna, Santa Sofia e Corniolo e i Vigili del Fuoco. Dopo diverse ore di attività, la donna è stata individuata nel canalone che ha segnato la tragica conclusione della vicenda.

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