Dal 1° maggio Jesolo ha vietato il fumo su tutta l’area sabbiosa del litorale, estendendo il divieto oltre la sola battigia come previsto in precedenza. Il fumo è ammesso solo nelle apposite aree smoking allestite dai concessionari, equipaggiate con sistemi per la raccolta e il riciclo dei mozziconi.
Questa misura posiziona Jesolo tra le spiagge italiane più all’avanguardia contro l’inquinamento da mozziconi, un’emergenza nazionale denunciata da Legambiente. L’indagine Beach Litter dell’associazione ha rilevato, in 12 anni di monitoraggi, 50.053 mozziconi sui lidi italiani, con una media di 77 ogni 100 metri lineari. I rifiuti totali censiti dal 2014 superano i 512.934, l’80% in plastica, pari a 785 unità per 100 metri.
I mozziconi rappresentano l’87% dei 57.099 “rifiuti di fumo” trovati, inclusi accendini e pacchetti, mentre i frammenti plastici ammontano a 61.785. Legambiente evidenzia gli effetti sulla biodiversità, minacciando specie come la tartaruga Caretta caretta e il fratino che nidifica sulle dune.
L’associazione sollecita il ministero dell’Ambiente a implementare la Responsabilità Estesa del Produttore per il tabacco, come previsto dalla direttiva europea Sup, ancora su base volontaria in Italia nonostante la procedura di infrazione Ue (2052/2024).
Pesaro nelle Marche ha anticipato tutti estendendo il divieto dal 1° aprile 2026 anche a sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, salvo aree bar e fumatori segnalate. In Romagna, Rimini, Cesenatico e Ravenna limitano il fumo alla battigia, la fascia di 5 metri dalla riva, per contrastare l’abbandono di mozziconi, un’abitudine persistente nonostante multe da 30 a 300 euro.


