San Marino – PS: “Referendum e democrazia diretta: la risposta alla telenovela europea”

Libertas
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La Bulgaria ha formalizzato una riserva in sede EFTA sul gruppo di lavoro del Consiglio Ue, bloccando l’approvazione dell’Accordo di associazione tra Unione Europea e San Marino prevista al Coreper del 6 maggio.

Il passaggio slitta al 20 maggio, con il Consiglio Affari Esteri Commercio rinviato al 22. Questo interrompe il binario veloce, aprendo a discussioni politiche su ogni punto e ritardando l’intero iter.

Il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari minimizza: la posizione bulgara potrebbe essere tecnica, legata a procedure interne, non ostativa. Esclude collegamenti con la vicenda Starcom, la holding bulgara bloccata nell’acquisto della Banca di San Marino per sospetti di irregolarità finanziarie.

Starcom minaccia arbitrato internazionale per 150 milioni di danni, ma resta una finestra di sei mesi per una soluzione amichevole.

L’opposizione attacca: il Partito Socialista denuncia una gestione fallimentare, indebolita dall’esclusione del referendum e dalla spinta all’applicazione provvisoria unilaterale. Repubblica Futura e Movimento Rete parlano di “via crucis diplomatica” e chiedono dimissioni di Beccari.

Anche nel PSD, delegato ai rapporti internazionali, si invoca più incisività diplomatica.

La maggioranza difende l’Esecutivo: il rallentamento va analizzato senza speculazioni, l’opposizione cerca solo posizionamenti elettorali. Auspica responsabilità e senso dello Stato da tutti.

La IV Commissione consiliare ha esaminato il dossier il 7 maggio, ma tensioni interne alla maggioranza emergono tra richieste di unità e critiche velate.

Il PSS rilancia il referendum per recuperare credibilità, mentre Beccari conta su riunioni EFTA settimanali per sbloccare. La presidenza cipriota Ue vede restringersi i tempi per chiudere nel semestre.

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