I titolari delle cassette di sicurezza violate nel caveau della Banca di San Marino si organizzano in comitato per far valere i propri diritti. Da febbraio, quando i malviventi penetrarono nella sede di Faetano e svuotarono circa quindici cassette, i proprietari dei beni rimangono in gran parte all’oscuro sulla sorte dei loro depositi.
Le informazioni frammentarie fornite dall’istituto, complicate dai sequestri dell’Autorità Giudiziaria, hanno spinto i danneggiati a coordinare le azioni. Fino a oggi ciascuno ha operato isolatamente: chi con denuncia presso la Gendarmeria, chi con richieste di chiarimento diretto alla banca.
Il “Comitato Cassette Sicurezza BSM” intende impostare una strategia comune e coordinata per ottenere risposte concrete sulla documentazione, i valori e gli oggetti trafugati. L’obiettivo è tracciare un quadro trasparente della situazione e definire le iniziative legali e amministrative più efficaci per il recupero o il risarcimento.
I promotori invitano gli interessati a contattare l’indirizzo di posta elettronica dedicato per partecipare a un primo incontro preliminare. L’appuntamento servirà a fare il punto sulla situazione e decidere i prossimi passi per la tutela collettiva dei diritti.
La vicenda continua a rappresentare un elemento di pressione nel complesso affare della scalata della holding bulgara Starcom alla banca sammarinese, mentre le indagini proseguono.


