Le tensioni interne alla Repubblica rischiano di compromettere il percorso verso l’integrazione europea. Nel corso di una conferenza stampa, Repubblica Futura, Rete e DOMANI Motus Liberi hanno evidenziato come le difficoltà diplomatiche emerse a Sofia si intrecciano con la vicenda della Commissione d’inchiesta sul “piano parallelo”.
Nicola Renzi ha criticato aspramente la strategia governativa, denunciando un distacco tra l’azione dell’Esecutivo e la realtà internazionale. L’esponente di RF ha messo in discussione anche i criteri di proporzionalità nella composizione della Commissione, sospettando che le scelte rispondano a dinamiche personali tra consiglieri.
Giovanni Zonzini ha tracciato un collegamento diretto tra le attuali difficoltà europee e interessi legati ad ambienti di matrice democristiana. Secondo l’esponente di Rete, la vicenda di Banca di San Marino, nata da specifici contesti affaristici, si è trasformata in un intricato caso internazionale che mette a rischio quindici anni di investimento politico sulla strada dell’associazione all’Ue.
Fabio Righi ha ribadito che la richiesta di dimissioni del Segretario di Stato Beccari non rappresenta una provocazione, ma una necessità per tutelare la credibilità della Repubblica. Righi respinge la narrativa di un Paese “sotto attacco” esterno, identificando le criticità come endogene e derivanti da una classe politica compromessa.
La preoccupazione maggiore riguarda le tempistiche della Commissione d’inchiesta. Zonzini ha accusato la DC di voler posticipare i lavori fino al 2027, consentendo all’opinione pubblica di dimenticare le responsabilità politiche legate all’acquisizione bancaria. Intanto, il futuro internazionale della Repubblica rimane incerto.


