SAN MARINO – La dirigente dell’Ufficio Stato Civile Maria Laura Marinozzi, nell’ambito dei lavori della commissione di ieri, ha affrontato il tema dell’individuazione dei sammarinesi residenti all’estero, soprattutto quando non risultano iscritti alle associazioni estero di riferimento. Ha rilevato la difficoltà di mappare con precisione questa fetta di cittadini, evidenziando un esempio concreto: una cittadina che dalle carte risulta residente in Francia, ma che di fatto vive in Arizona.
Marinozzi ha sottolineato il confronto con il sistema italiano, che dispone dei dati AIRE relativi ai cittadini italiani residenti fuori dal territorio nazionale e che, da circa quattro anni, prevede l’iscrizione obbligatoria per motivi fiscali, rendendo così quasi completo il censimento degli italiani all’estero. Ha ritenuto questo aspetto particolarmente rilevante, suggerendo che anche San Marino potrebbe valutare incentivi simili, legati al fisco, per agevolare la localizzazione della propria cittadinanza.
Sempre nel corso dell’intervento, la dirigente ha fatto riferimento a una riunione informale con le autorità italiane che hanno chiesto supporto per gestire le nuove domande di cittadinanza. Dalle informazioni ricevute, risulterebbero circa 19.000 cittadini italiani residenti a San Marino, anche se non è chiaro fino in fondo se il conteggio distingua tra italiani residenti con una residenza atipica e chi possiede anche la cittadinanza sammarinese.
Secondo Marinozzi, le procedure italiane – come avviene in molti Paesi europei – tendono a privilegiare la cittadinanza nazionale, relegando la seconda in secondo piano. Tuttavia, incrociando opportunamente i dati, si potrebbe giungere a una stima più precisa. In linea di massima, valuterebbe in circa 19.000 le persone che oggi sul territorio sannitino detengono la doppia cittadinanza italiana e sammarinese, includendo sia i cittadini originari sia coloro che, grazie alla sanatoria del 2019, hanno mantenuto il precedente status di cittadinanza.


