Il nuovo polo culturale di Riccione, all’interno dell’ex Fornace Piva, ha ufficialmente un nome e un’identità visiva: si chiamerà STAR Museum. L’acronimo, che sta per Storia, Tendenze, Archeologia e Riccione, intende evocare un luogo dinamico, lontano dalla concezione statica di un tradizionale contenitore di reperti. L’inaugurazione è prevista per la primavera del 2027.
L’opera, ritenuta di importanza strategica per la città, rappresenta “una svolta decisiva nel recupero della nostra memoria e nella proiezione verso il futuro”, come dichiarato dalla sindaca Daniela Angelini. La prima cittadina ha sottolineato come la conclusione dei lavori strutturali restituisca a Riccione “non solo un edificio storico straordinario e sottratto all’abbandono, ma un fulcro di identità”. Il progetto si prefigge di essere un “bene comune”, con “percorsi inclusivi, strumenti tattili per ipovedenti e spazi per le famiglie”, dimostrando che “Riccione sappia cambiare, mantenendo solide le proprie radici”.
Il valore complessivo del polo ammonta a 4,2 milioni di euro, di cui un milione finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e la restante parte dal Comune di Riccione, impiegando fondi europei destinati alla riqualificazione dei beni culturali.
Il design del logo, curato dal grafico Stefano Tonti, trae ispirazione dalla stella stilizzata “nascosta” nelle griglie di mattoni dell’edificio originale e dalle linee architettoniche. Le cromie scelte, il grigio della pavimentazione e l’arancione del fuoco (tipico di una fornace e simbolo del sole), rafforzano il legame con il luogo e la città. I segmenti del logo simboleggiano sia le diverse epoche, dalla preistoria al secondo Novecento, sia i molteplici approcci del percorso museale, guidando il visitatore.
La vicesindaca e assessora alla Cultura, Sandra Villa, ha enfatizzato una “visione culturale radicalmente innovativa ed emozionale”. Ha aggiunto che lo Star Museum non sarà “un luogo statico di pura osservazione, ma un museo partecipativo e generativo, accessibile a tutti, pensato per emozionare e coinvolgere”. L’obiettivo è creare “un bene comune in cui i cittadini, i residenti stagionali, i turisti e le nuove generazioni possano dialogare e costruire significati condivisi”.
Il percorso espositivo, elaborato dal comitato scientifico composto da undici studiosi tra archeologi, storici, ricercatori e docenti universitari, si articolerà su più livelli. Il piano terra ospiterà la sala d’ingresso, la caffetteria, il bookshop, le aule per le attività didattiche e una sala conferenze da 140 posti. Il primo piano sarà interamente dedicato all’esposizione, che traccerà un racconto dalla preistoria fino alla cultura pop del secondo Novecento, esplorando il rapporto di Riccione con la televisione, la fotografia, la musica delle balere e le notti delle discoteche più rinomate d’Europa. Saranno celebrate anche le testimonianze di chi ha contribuito a edificare Riccione e di chi, come Max Pezzali degli 883, ha trovato un trampolino di lancio professionale attraverso strutture iconiche come l’Aquafan.
Il coordinatore del comitato scientifico, Andrea Tirincanti, ha delineato la “sfida scientifica e curatoriale” di “costruire un racconto capace di attraversare migliaia di anni di storia, dalla preistoria fino ai fenomeni culturali e sociali più contemporanei”. Ha spiegato che il comitato ha lavorato per rendere la complessità del patrimonio riccionese “un’esperienza accessibile, coinvolgente e rigorosa dal punto di vista scientifico”. I visitatori saranno invitati a “attraversare il territorio, il mare e le comunità che lo hanno abitato, riconoscendo nel patrimonio una chiave per comprendere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro”.
Tra le esperienze proposte, spiccherà la navigazione immersiva in realtà virtuale all’interno della sezione dedicata al mare, con la possibilità di salire a bordo della storica Saviolina. Una “wunderkammer marina” accoglierà oggetti ricordo donati da privati.


