Le **agenzie di rating** rappresentano i guardiani invisibili dei mercati finanziari globali, esercitando un’influenza decisiva sulla capacità dei governi e delle aziende di accedere al credito internazionale.[1][4] I loro giudizi determinano direttamente i costi di finanziamento, traducendosi in tassi d’interesse più o meno favorevoli per chi ha necessità di raccogliere capitali.[2]
La Repubblica di San Marino ha investito oltre **405 mila euro** per ottenere le valutazioni di **S&P Global Ratings** e **Fitch Ratings**, stanziando 273.750 euro per la prima e 131.250 euro per la seconda.[5] Si tratta della commissione richiesta dalle agenzie per l’assegnazione del rating relativo all’emissione internazionale del debito pubblico, un passaggio imprescindibile per presentarsi sui mercati con credibilità.[5]
L’importanza strategica di questo investimento emerge dai risultati concreti ottenuti. La recente emissione di bond da 350 milioni di euro ha attirato investitori internazionali con una domanda complessiva di circa 7,5 miliardi, permettendo a San Marino di fissare il rendimento al 3,625%, in calo significativo rispetto al 6,5% del titolo precedente.[5]
Negli ultimi mesi le tre principali agenzie hanno migliorato il giudizio sul Titano: Fitch Ratings ha elevato il rating a BBB- con outlook positivo, segnando l’ingresso nell’area investment grade, mentre S&P Global Ratings ha promosso San Marino di due livelli fino a BBB+ con prospettive stabili.[5] Anche Morningstar DBRS ha confermato il rating in area investment grade migliorando l’outlook a positivo.[5]
Il Segretario alle Finanze Marco Gatti ha incontrato i vertici delle agenzie per prepararsi agli upgrade previsti nelle revisioni di maggio e giugno 2026.[5] In questo contesto, la spesa per le commissioni costituisce un costo tecnico necessario per operare efficacemente sui mercati internazionali, funzionale alla riduzione dell’impatto economico del debito sulle casse pubbliche.[5]


