QUESTIONE BULGARI/COREPER. Giù le mani da San Marino: referendum subito sull’accordo di associazione UE!

GiornaleSM
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L’accordo di associazione con l’Unione Europea si è inceppato al Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri. Un esito positivo, che evita un passo affrettato in mezzo a ombre e sospetti.

Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, aveva puntato a un’intesa con la Bulgaria come “trionfo europeo”, ma il dossier si è bloccato tra pressioni politiche e l’inchiesta sul Caso Parallelo. Al centro, Andrea Del Vecchio, emissario del politico bulgaro Assen Christov, con legami a figure sammarinesi come Tessa Mularoni e altri nomi emersi da intercettazioni.

San Marino affronta un bivio cruciale. Da anni si ripete che l’Europa sia l’unica via per il futuro, ma il debito pubblico oltre il miliardo e mezzo, i prelievi dai fondi pensione e la crisi bancaria dimostrano i fallimenti interni della classe politica. Oggi, gli stessi protagonisti spingono per l’accordo, ignorando le domande legittime dei cittadini.

Perché Beccari ha incontrato un ministro bulgaro proprio durante l’inchiesta? Quali documenti ufficiali registrano quel colloquio? L’opacità circonda ogni fase: l’accordo langue da anni, con passaggi non resi pubblici e motivazioni evasive.

La Repubblica indipendente da 1700 anni ha sempre difeso la sua sovranità, resistendo a pressioni esterne. Firmare ora significherebbe cedere competenze senza un dibattito reale né un voto popolare.

Servono trasparenza e un referendum immediato. I sammarinesi di ogni castello meritano di decidere sul loro destino, prima che il Coreper riprenda i lavori e si chiuda un patto non condiviso.

Lo stop bulgaro è un’opportunità: difendiamo l’indipendenza, senza svenderla a Bruxelles.

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