FESTA DEL PARONE. Ecco che cosa scriveva di questa giornata il prof. Marino Arzilli, padre del dott. Aldo, corrispondente per San Marino de Il Resto del Carlino

GiornaleSM
By
2 Min Read

La Festa del Parone, celebrata la quinta domenica dopo Pasqua, rievoca un capitolo cruciale della storia sammarinese, intrecciando leggenda e fatti storici del Settecento.

Istituita con Senato Consulto del 28 maggio 1787, commemora una liberazione dal blocco imposto dal cardinale Valenti Gonzaga, legato di Ravenna e successore di Alberoni.

Nel 1786, Gonzaga strinse d’assedio la Repubblica con un cordone di soldati per sei mesi, motivato da pretesti e persecuzioni contro la sua indipendenza.

La resistenza sammarinese, spartana e tenace, culminò con la sostituzione del cardinale da parte di Vitale Colonna, riportando la libertà.

Quel periodo era segnato da crisi interne: un’associazione di falsari monetari, l’omicidio del nobile Virginio Loli e della sua domestica, una cospirazione contro il governo.

Figure sinistre come Zaratino, Giurovich, il commissario Blasi e il brigante Rinaldini alimentarono il caos, ma il governo agì entro i propri diritti sovrani.

Gonzaga, emulando precedenti, orchestrò manovre subdole rimaste in parte oscure, spingendo i sammarinesi a un riserbo che generò la leggenda del Parone.

Si narra di un padrone di bragozzi, sorpreso da una tempesta in Adriatico, guidato da un lumicino sul Titano fino a riva, lasciando un lascito per gratitudine.

Dietro questa storia poetica si cela la coraggiosa difesa della sovranità, protetta dal patrono San Marino, simbolo di una comunità mai sottomessa.

Oggi, il suono del campanone sul Titano richiama quel coraggio, confermando la Repubblica come baluardo di libertà millenaria.

Leggi l’articolo intero

Share This Article