La Commissione Esteri si è aperta con l’intervento del Segretario di Stato Luca Beccari, che ha tracciato gli sviluppi del dossier europeo. Ha evidenziato la riserva bulgara, causa del rinvio del voto nel Coreper dal 6 al 20 maggio, passo essenziale per la firma dell’accordo.
Beccari ha sottolineato che non si tratta del primo intoppo, citando precedenti richieste di chiarimenti da Italia, Francia, Germania e Spagna su clarifying addendum e natura dell’intesa. Ha espresso l’auspicio che il blocco di Sofia dipenda dalla transizione governativa e non da pressioni di Starcom, implicata nell’inchiesta sulla scalata a Bsm.
“Se lo stallo fosse politico e legato a questa vicenda, anche la posizione di San Marino cambierebbe”, ha avvertito il Segretario.
L’opposizione ha reagito con durezza. Sara Conti di Repubblica Futura ha definito lo slittamento “un incidente grave”, chiedendo trasparenza sulle ragioni bulgare. Movimento Rete ha presentato un ordine del giorno per una delegazione consiliare bipartisan verso il Parlamento di Sofia. Domani Motus Liberi ha rinnovato l’appello a un referendum, accusando il Governo di improvvisazione.
La maggioranza ha espresso pieno sostegno a Beccari, invitando a evitare speculazioni e a unire le forze in questa fase cruciale. Ha richiamato il recente roll over del debito estero come prova della solida credibilità internazionale del Titano.
Tensioni si sono accese nello scontro tra il segretario Pdcs Giancarlo Venturini e Giovanni Zonzini di Rete.
Le opposizioni hanno criticato anche la bozza di riforma del regolamento consiliare, vista come limite ai tempi di intervento delle minoranze. Repubblica Futura ha attaccato il ricorso alla Grande Camera Cedu sulle sentenze Simoncini, puntando il dito su Libera. Il Segretario alla Giustizia Stefano Canti ha replicato che si tratta di un approfondimento per difendere lo Stato, non di un atto politico.


