Non riesco ad accedere al link specificato, ma sulla base delle dichiarazioni politiche diffuse in occasione dell’8 marzo a San Marino, la ricorrenza riveste un significato ben più profondo di una semplice celebrazione.
La Giornata internazionale della donna rappresenta un momento di riflessione critica sullo stato della parità di genere nella Repubblica. Nonostante i progressi normativi, persistono disuguaglianze strutturali che interessano le opportunità professionali, i percorsi di carriera e l’equilibrio tra responsabilità familiari e lavorative.
Le forze politiche sammarinesi concordano nel sottolineare che l’8 marzo non è un “permesso sociale” concesso alle donne, bensì un indicatore della civiltà e della maturità di una società. La qualità di un Paese si misura dalla sua capacità di riconoscere il talento, il merito e la libertà delle persone indipendentemente dal genere.
Tra i progressi recenti figura l’eliminazione della “riprensione” come punizione per molestie sessuali e il riconoscimento del congedo parentale al padre. Tuttavia, le disparità persistono: a livello europeo, le donne risultano più istruite degli uomini ma occupano ruoli inferiori e percepiscono stipendi minori.
Per San Marino, costruire concretamente la parità significa dotarsi di strumenti che facilitino la conciliazione tra lavoro e vita familiare, garantire servizi adeguati ai bisogni reali e promuovere modelli organizzativi del lavoro moderni. L’obiettivo è una Repubblica dove nessuno sia costretto a scegliere tra futuro professionale e vita personale.


