Dopo oltre un anno e mezzo di rinvii e tensioni politiche, la Regione ha dato il via libera alla legge sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. Il testo è arrivato in Aula profondamente modificato, dopo un confronto intenso dentro la maggioranza di centrosinistra e l’esame di 91 emendamenti e 11 ordini del giorno.
La norma punta a trovare un equilibrio tra la spinta delle imprese del settore e le preoccupazioni dei territori, in particolare agricoli. L’assessora all’Ambiente Irene Priolo ha rivendicato la scelta di una mediazione, spiegando che la transizione ecologica va accelerata senza ignorare i dubbi dei cittadini e senza creare fratture nel Paese.
Il provvedimento fissa un obiettivo fino a 10 GW di nuova potenza installata entro il 2030, oltre il traguardo di 6,3 GW indicato per la Regione. Le installazioni saranno privilegiate su tetti di capannoni industriali, abitazioni, parcheggi coperti e aree già urbanizzate o cementificate.
La legge attribuisce anche nuovi poteri ai Comuni, che potranno introdurre vincoli e vietare gli impianti entro una fascia di rispetto fino a 30 metri dalle aree residenziali. Sul fronte agricolo, vengono stabiliti paletti precisi: gli impianti non potranno occupare complessivamente più dell’1,5% della superficie agricola totale e, in ciascun Comune, non si potrà superare il 2,5% della terra coltivabile.
Dalla minoranza arrivano critiche e giudizi diversi. Alessandro Aragona riconosce che il testo è stato migliorato rispetto alla prima versione, ma sostiene che non raggiungerà gli obiettivi prefissati. Tommaso Fiazza, per la Lega, rivendica il lavoro del suo partito a difesa di territori, agricoltura e piccoli Comuni.
Nel centrosinistra, invece, prevale la soddisfazione per la sintesi raggiunta dopo un passaggio definito complesso. Luca Sabattini parla di un lavoro serio, mentre Simona Larghetti di Avs lamenta soprattutto il mancato accordo sull’eolico. Più critico il M5s Lorenzo Casadei, che pur parlando di confronto delicato sostiene che si sia perso troppo tempo.


