Nella seduta pomeridiana della Commissione consiliare permanente è proseguito il comma 5 dedicato alle audizioni sulla normativa sammarinese in materia di cittadinanza. In aula sono intervenuti il professor Paolo Pascucci, direttore dell’Istituto Giuridico Sammarinese, e i membri della sua delegazione.
Al centro del confronto c’è stato il rapporto tra tutela dell’identità nazionale e necessità di adeguare le regole a un contesto in rapida evoluzione, segnato dalla mobilità internazionale e dal percorso di associazione con l’Unione europea. Pascucci ha chiarito che l’intesa con Bruxelles non mette in discussione la sovranità di San Marino sulla cittadinanza, ma impone di trovare un equilibrio tra apertura al mercato unico e continuità storica e costituzionale della Repubblica.
Il professore ha ribadito che, in uno Stato di piccole dimensioni, la cittadinanza non è soltanto uno status giuridico, ma un legame sostanziale con la comunità e le istituzioni. Pur difendendo lo ius sanguinis come pilastro del sistema, ha indicato la necessità di correggere alcune rigidità, a partire dalla naturalizzazione, dai tempi di residenza richiesti e dalla gestione della cittadinanza plurima. Ha anche suggerito l’opportunità di arrivare a un testo unico per superare la frammentazione normativa.
L’avvocato Micheloni ha richiamato le radici storiche della cittadinanza sammarinese, dal diritto romano agli Statuti, sottolineando la centralità del vincolo di appartenenza rispetto al solo criterio territoriale. L’avvocato Cherubini ha invece evidenziato che, pur restando intatta la competenza di San Marino, il futuro quadro associativo europeo imporrà comunque attenzione a principi come proporzionalità, certezza del diritto, tutela della vita familiare e non discriminazione.
Anche l’avvocata De Angelis ha indicato una possibile direzione di riforma: non un modello di apertura indiscriminata, ma un sistema compatibile con il nuovo contesto europeo, selettivo, sostenibile e controllato sotto il profilo costituzionale. Tra i punti da rivedere ha segnalato la disciplina per i figli di un solo genitore sammarinese, i requisiti per la naturalizzazione e il tema della cittadinanza plurima.
Dal fronte politico, Giuseppe Maria Morganti ha valorizzato il lavoro tecnico dell’Istituto Giuridico e ha chiesto una collaborazione stabile tra politica e competenze giuridiche per accompagnare il percorso europeo. Marco Mularoni ha invece chiesto chiarimenti sul rapporto tra cittadinanza, residenza e libera circolazione delle persone nel futuro assetto con l’Ue.
Pascucci ha replicato che norme troppo restrittive potrebbero produrre effetti indiretti anche su altre libertà fondamentali e ha richiamato l’esempio dell’Università di San Marino, dove deroghe mirate consentono di attrarre docenti e restare competitivi. Sul tema della cittadinanza plurima ha invitato a non adottare una visione difensiva: per lui, in presenza di condizioni e garanzie adeguate, può rappresentare un arricchimento e non una minaccia.
Nel dibattito sono poi intervenuti Filippo Tamagnini, Maria Katia Savoretti e Marinella Chiaruzzi, tutti orientati a una riforma condivisa che tuteli cittadinanza, sovranità e identità, ma con regole più chiare su incompatibilità, integrazione e certezza del diritto. A chiudere i lavori è stato il Segretario di Stato Andrea Belluzzi, che ha ringraziato i presenti e confermato la volontà di proseguire l’approfondimento.


