Fondiss si conferma un tassello sempre più rilevante della previdenza complementare sammarinese, al centro di un confronto pubblico dedicato ai risultati del 2025 e alle prospettive di riforma.
Nel corso dell’incontro, alla presenza del Comitato amministratore e del segretario di Stato alla Previdenza Stefano Canti, sono stati illustrati i principali dati di bilancio del fondo.
Il patrimonio disponibile ha superato i 280 milioni e 978mila euro. In aumento anche gli iscritti, passati dai 17.543 del 2012 ai 45.399 del 2025, con una crescita che si riflette sia sui flussi in entrata sia su quelli in uscita.
Le erogazioni per prestazioni pensionistiche hanno superato nel 2025 i 4,5 milioni di euro, segno dell’aumento dei pensionamenti e della progressiva maturazione delle posizioni individuali. Sul fronte delle entrate, il fondo ha registrato oltre 33 milioni di euro, anche grazie all’incremento delle aliquote contributive.
In crescita pure le richieste di anticipazione, cioè le somme chieste dagli iscritti per far fronte a spese impreviste o particolarmente rilevanti. Nel 2025 le domande sono state 687, per un totale superiore a 1,6 milioni di euro. Le motivazioni principali riguardano le spese sanitarie, seguite da quelle per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa e dalle spese universitarie.
Nel dibattito è emersa anche la questione degli investimenti, oggi concentrati nelle banche sammarinesi. Da tempo si discute della necessità di rivedere la normativa per rendere più efficiente la gestione del fondo, ampliare le possibilità di impiego delle risorse e puntare su rendimenti più alti per gli aderenti.
Su questo punto è intervenuta la presidente del Comitato amministratore, Gianna Burgagni, richiamando l’opportunità di valutare anche investimenti sui mercati internazionali, così da offrire al fondo strumenti più diversificati e potenzialmente più remunerativi.
I numeri del 2025, secondo gli addetti ai lavori, confermano che Fondiss è destinato ad avere un peso sempre maggiore nel sistema previdenziale del Paese. Proprio per questo, la richiesta di una riforma viene considerata da più parti un passaggio ormai necessario.


