Il governo replica all’ex ministro Roche e al sito filo-bulgaro: “San Marino respinge le continue pressioni esterne e riafferma la trasparenza del proprio sistema”

Libertas
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Il Congresso di Stato respinge le accuse rilanciate da EUAlive nell’editoriale firmato da Dick Roche, definendole distorte e strumentali. Per l’esecutivo sammarinese si tratta dell’ennesimo tentativo di spostare sul terreno politico e diplomatico una vicenda che appartiene invece al perimetro giudiziario.

Il governo sostiene che sia falsa l’idea di un ordinamento in cui le stesse figure concentrerebbero funzioni di giudice, accusa e controllo. Ricorda invece che a San Marino esiste una netta separazione tra le fasi processuali: nelle indagini preliminari opera il Giudice Inquirente, con provvedimenti sottoposti al vaglio del Giudice d’Appello penale, mentre il dibattimento è affidato a un magistrato terzo. Previsti anche ulteriori gradi di tutela, fino ai rimedi straordinari.

L’esecutivo richiama inoltre la Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini, che assegna prevalenza ai principi delle convenzioni internazionali sui diritti umani rispetto alla legislazione ordinaria in caso di contrasto.

Nel mirino finisce anche Giovanni Canzio. Il governo respinge ogni lettura di presunta ingerenza legata al suo ruolo di dirigente del Tribunale, precisando che si tratta di un incarico di coordinamento logistico, organizzativo e amministrativo, privo di effetti sull’autonomia decisionale dei magistrati.

Quanto al caso Starcom e ad Assen Christov, Palazzo pubblico ribadisce che non si tratta di una confisca arbitraria, ma di un congelamento temporaneo disposto nell’ambito di un’ipotesi investigativa ancora in corso. Per il Congresso di Stato, il sequestro resta uno strumento previsto in tutti gli ordinamenti democratici.

L’esecutivo giudica grave il tentativo di trasformare una controversia penale e finanziaria in una disputa politica internazionale, con minacce di veti o ritorsioni sul percorso di associazione all’Unione europea. San Marino, assicura il governo, non intende lasciarsi trascinare in polemiche mediatiche né interferire con le inchieste in corso.

Se Starcom dovesse procedere con un arbitrato internazionale, il governo è pronto a difendersi nelle sedi competenti e a chiedere conto dei danni reputazionali prodotti da quella che definisce una campagna di denigrazione. Il percorso europeo, conclude il Congresso di Stato, proseguirà nel segno della legalità e della trasparenza.

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