Congresso di Stato: San Marino respinge le continue pressioni esterne e riafferma la trasparenza del proprio sistema

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San Marino, 22 maggio 2026 – Il Congresso di Stato respinge con decisione le affermazioni contenute nell’editoriale firmato da Dick Roche, definendole distorte e strumentali. Per l’Esecutivo si tratta di un tentativo di spostare sul piano politico e diplomatico una vicenda che appartiene invece all’ambito giudiziario, con l’obiettivo di esercitare pressioni indebite sul processo di associazione della Repubblica all’Unione europea.

Il Governo contesta in particolare la ricostruzione del sistema giudiziario sammarinese, giudicata del tutto infondata. L’ordinamento, sottolinea il Congresso di Stato, prevede una chiara separazione tra le diverse funzioni processuali e un articolato sistema di garanzie, che comprende il controllo del Giudice d’Appello penale sulle decisioni assunte in fase istruttoria e, successivamente, i diversi gradi di giudizio previsti dalla legge.

Nel dibattimento, ricorda l’Esecutivo, interviene un magistrato terzo e distinto da chi ha seguito le indagini. A ciò si aggiungono ulteriori strumenti di tutela, fino ai rimedi straordinari. In questo quadro, ribadisce il Governo, la Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini riconosce anche il valore diretto dei principi delle convenzioni internazionali sui diritti umani, che in caso di contrasto prevalgono sulla normativa ordinaria.

Il Congresso di Stato interviene anche sul ruolo di Giovanni Canzio, chiarendo che la sua funzione di Dirigente del Tribunale ha carattere organizzativo e amministrativo e non incide in alcun modo sull’autonomia dei singoli magistrati. Per l’Esecutivo, evocare presunte ingerenze significa fraintendere il funzionamento delle istituzioni sammarinesi e ignorare il principio di separazione dei poteri.

Quanto alla vicenda che coinvolge Starcom e l’investitore Assen Christov, il Governo precisa che non si tratta di un atto punitivo dello Stato, ma di misure disposte nell’ambito di un’indagine ancora in corso. Il congelamento dei beni, afferma il Congresso di Stato, è uno strumento previsto negli ordinamenti democratici e non può essere confuso con una confisca arbitraria.

L’Esecutivo respinge infine ogni tentativo di trasformare una controversia giudiziaria e finanziaria in una questione politica internazionale. San Marino, conclude il Congresso di Stato, non intende farsi trascinare in polemiche mediatiche e continuerà a perseguire il proprio percorso europeo nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’autonomia delle istituzioni.

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