La Procura di Roma sta ampliando l’indagine sull’abbordaggio della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, avvenuto tra il 18 e il 19 maggio. Oltre all’ipotesi di sequestro di persona, i magistrati stanno valutando anche tortura e violenza sessuale.
Nel fascicolo è stato acquisito anche il video diffuso dal ministro israeliano Ben Gvir, nel quale gli attivisti compaiono inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Le immagini, insieme alle parole di scherno udite nel filmato, saranno analizzate dagli inquirenti mentre proseguono le testimonianze dei cittadini rimpatriati in Italia.
Secondo quanto riferito, 29 dei 430 attivisti italiani avrebbero raccontato pestaggi, umiliazioni e abusi subiti dopo il fermo. Sul piano politico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto sanzioni europee, mentre l’opposizione spinge per una sospensione dei rapporti con Israele.
Per quanto riguarda San Marino, tra le navi dirette verso Gaza fermate dalla Marina israeliana almeno una batteva bandiera sammarinese, ma le verifiche sarebbero ancora in corso e potrebbero arrivare fino a sei unità. Si tratterebbe di piccole imbarcazioni non soggette a sistemi di tracciamento radar.
Il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari ha già avviato contatti diplomatici con Israele e ha espresso disappunto per la violazione della giurisdizione sammarinese sulle navi battenti bandiera della Repubblica. Per San Marino, ha ribadito, valgono le convenzioni internazionali di cui anche Israele è parte.
Un primo confronto con l’ambasciatore Jonathan Peled è già avvenuto telefonicamente. Un incontro in presenza dovrebbe tenersi a Roma entro circa una settimana.
Al momento non risultano cittadini sammarinesi coinvolti. Beccari ha comunque sottolineato che l’assenza di connazionali non riduce la gravità dell’accaduto e che la Repubblica intende far valere le proprie ragioni nel rispetto del diritto internazionale.


