La discussione sulla relazione della Commissione antimafia in Consiglio Grande e Generale avrebbe dovuto segnare un passaggio di responsabilità istituzionale. Invece, l’Ordine del Giorno presentato da RETE, che chiedeva interventi mirati su oltre venti criticità emerse nel documento, è stato respinto.
Al suo posto è stato approvato un testo della maggioranza giudicato troppo generico, privo di scadenze e di impegni operativi. Una scelta che, secondo RETE, conferma la mancanza di una reale urgenza politica nell’affrontare un tema considerato tutt’altro che marginale.
Nel mirino ci sono i settori ritenuti più esposti a opacità e possibili infiltrazioni: autoveicoli, beverage, criptovalute, logistica, compro oro, registro navale e registro aeronautico. In questi comparti, nel tempo, sarebbero emersi segnali di triangolazioni sospette, collegamenti con soggetti problematici, evasione fiscale, truffe e possibili operazioni di riciclaggio.
RETE sostiene che diverse anomalie siano state segnalate da tempo dagli organi di controllo e dalle forze di polizia. Eppure, accusa il movimento, la politica e il Governo avrebbero preferito minimizzare, rinviando ogni intervento e arrivando in alcuni casi a bollare come allarmiste le denunce avanzate.
Il punto, viene precisato, non è criminalizzare interi settori produttivi, ma tutelare gli operatori corretti e le imprese che rispettano le regole. Secondo RETE, sono proprio questi soggetti a subire maggiormente gli effetti dell’inerzia istituzionale, quando l’assenza di controlli favorisce chi apre società, produce debiti, realizza traffici illeciti e poi sparisce lasciando danni allo Stato e alla reputazione del Paese.
Come esempio viene richiamata la vicenda del comparto auto, dove la mancanza di risposte efficaci da parte delle istituzioni sammarinesi avrebbe finito per favorire interventi esterni, compresi quelli italiani, con conseguenze pesanti anche per operatori storici e regolari.
Per RETE, la relazione della Commissione antimafia non andava archiviata con un atto formale, ma trasformata in un piano di azione concreto, capace di rafforzare coordinamento, trasparenza, prevenzione e strumenti normativi nei settori più esposti ai rischi di infiltrazione e riciclaggio.
Nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci e dell’uccisione di Giovanni Falcone, il movimento richiama la sua lezione più nota: la mafia non è invincibile, ma va riconosciuta per ciò che è e contrastata con la determinazione di tutte le istituzioni. Per San Marino, conclude RETE, servono scelte nette, non rassicurazioni di facciata né rinvii.


